Chirurgia del ginocchio
Dolore, rigidità, difficoltà nel camminare o una progressiva riduzione della mobilità possono indicare la presenza di un problema al ginocchio che necessita di un approfondimento specialistico. In questi casi, parlare di chirurgia del ginocchio non significa necessariamente arrivare a un intervento: il primo obiettivo è comprendere la causa dei sintomi e stabilire quale percorso sia più indicato.
Il Dott. Rocco D’Apolito, medico chirurgo ortopedico a Milano, è specialista in Ortopedia e Traumatologia e ha approfondito, nel corso della sua formazione e attività scientifica, la chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio. Ogni percorso viene valutato a partire dalle caratteristiche del singolo paziente, considerando sintomi, esami diagnostici e condizioni dell’articolazione, per individuare la soluzione più adatta al caso specifico e senza considerare l’intervento chirurgico come una scelta automatica.
Quali problemi possono portare alla chirurgia del ginocchio
La definizione chirurgia del ginocchio comprende in realtà ambiti differenti. L’articolazione può essere interessata da fenomeni degenerativi, alterazioni della cartilagine, problemi legati all’allineamento o da condizioni che coinvolgono strutture specifiche del ginocchio.
Non tutte queste situazioni richiedono lo stesso trattamento e non tutte devono essere affrontate chirurgicamente.
Nell’adulto, una delle condizioni più comuni è l’artrosi del ginocchio, chiamata anche gonartrosi. Il progressivo deterioramento delle superfici articolari può provocare dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti, fino a rendere più complicate attività come camminare per lunghi tratti, salire le scale, alzarsi da una sedia o mantenere alcune posizioni.
In presenza di una degenerazione articolare avanzata può essere presa in considerazione la chirurgia protesica. Esistono però anche altre patologie del ginocchio per le quali può essere indicato l’intervento chirurgico e che possono richiedere un percorso diagnostico diverso.
Per questo motivo il punto di partenza rimane sempre la diagnosi: stabilire quale struttura è coinvolta e quale sia l’origine dei sintomi permette di orientare correttamente il percorso terapeutico.
Quando è opportuno rivolgersi a un ortopedico
Un dolore occasionale non significa necessariamente trovarsi di fronte a una patologia importante. Diventa però utile sottoporsi a una visita ortopedica del ginocchio quando i sintomi persistono, tendono a peggiorare o iniziano a interferire concretamente con le attività quotidiane.
Durante la valutazione è importante capire da quanto tempo è presente il problema, in quali situazioni compare il dolore, quanto limita il movimento e quali trattamenti siano già stati eseguiti.
Persistono nel tempo
Il dolore non si risolve e si ripresenta nelle stesse situazioni.
Tendono a peggiorare
La mobilità si riduce e aumentano le situazioni che provocano fastidio.
Limitano la quotidianità
Camminare, salire le scale o riposare diventano concretamente più difficili.
L’esame clinico permette di valutare mobilità, stabilità, forza, punti dolorosi e funzionalità dell’articolazione. Gli esami diagnostici disponibili vengono quindi interpretati insieme alle informazioni raccolte durante la visita.
Questo passaggio è fondamentale perché un’immagine radiologica, presa da sola, non descrive necessariamente quanto una patologia incida sulla vita del paziente.
Persone con alterazioni radiografiche apparentemente simili possono presentare sintomi e necessità molto diverse. Per questa ragione l’indicazione terapeutica deve essere costruita mettendo insieme quadro clinico, esami, caratteristiche individuali e aspettative funzionali.
La presenza di artrosi o di un’altra problematica articolare non porta automaticamente alla chirurgia.
Quando le caratteristiche del caso lo consentono possono essere considerate strategie conservative finalizzate a controllare i sintomi e mantenere la funzionalità del ginocchio.
La scelta può dipendere dal tipo e dalla gravità della patologia, dall’età, dal livello di attività, dalle condizioni generali e dai trattamenti già eseguiti.
Il percorso può quindi comprendere, quando appropriato, terapia farmacologica, esercizio terapeutico, terapie fisiche o altre soluzioni indicate sulla base della specifica condizione clinica, incluse le infiltrazioni intrarticolari.
La chirurgia viene valutata quando il problema articolare, i sintomi e la perdita di funzione rendono insufficienti o non più adeguate le opzioni conservative oppure quando la natura della patologia richiede un trattamento chirurgico.
Chirurgia protesica del ginocchio
La chirurgia protesica del ginocchio rappresenta uno degli ambiti principali nel trattamento delle forme avanzate di degenerazione articolare.
Quando l’artrosi determina un danno importante dell’articolazione e dolore e limitazioni compromettono significativamente la funzione, può essere presa in considerazione la sostituzione delle superfici articolari danneggiate attraverso un impianto protesico.
L’indicazione non dovrebbe però essere formulata soltanto sulla base dell’età o di una radiografia.
Devono essere valutati distribuzione del danno articolare, intensità dei sintomi, mobilità, allineamento dell’arto, stabilità del ginocchio, condizioni generali e conseguenze della patologia sulla quotidianità.
Anche nella chirurgia protesica non esiste un’unica soluzione valida indistintamente per ogni paziente. Esistono differenti tipologie di impianto e differenti strategie chirurgiche, da selezionare sulla base delle caratteristiche anatomiche e cliniche.
La pianificazione assume quindi un ruolo centrale nella scelta dell’intervento.
Protesi totale
Quando la degenerazione interessa in maniera estesa il ginocchio può essere valutata una protesi totale, progettata per sostituire le superfici articolari compromesse e ricostruire una corretta funzionalità dell’articolazione.
Il tipo di impianto e la strategia chirurgica vengono definiti durante la pianificazione, sulla base dell’anatomia, dell’allineamento dell’arto e delle condizioni del ginocchio.
Protesi monocompartimentale
Esistono però situazioni nelle quali l’artrosi è maggiormente concentrata in una sola parte del ginocchio.
L’articolazione viene infatti suddivisa in differenti compartimenti e, in pazienti selezionati, può essere possibile prendere in considerazione una protesi monocompartimentale, che interviene solamente sul compartimento danneggiato.
La differenza non è soltanto tecnica. Per stabilire se una soluzione parziale possa essere indicata, è necessario valutare attentamente la distribuzione dell’artrosi, la stabilità del ginocchio, l’allineamento, le condizioni delle altre porzioni articolari e ulteriori caratteristiche cliniche.
Non è quindi il paziente a dover scegliere preventivamente tra protesi totale o parziale sulla base del nome della tecnica. L’indicazione deriva dalla valutazione specialistica e dagli accertamenti.
Come viene pianificato un intervento al ginocchio
Un intervento protesico comincia prima dell’ingresso in sala operatoria. La pianificazione permette di analizzare le caratteristiche anatomiche e meccaniche dell’articolazione e di individuare gli elementi che possono influenzare l’intervento.
Anche per il ginocchio la chirurgia protesica non dovrebbe essere interpretata come l’applicazione di una soluzione standard, ma come il risultato di un percorso diagnostico e decisionale: l’obiettivo è adattare la chirurgia al singolo paziente, nell’ottica di una ricostruzione articolare personalizzata.
Le radiografie e gli altri esami ritenuti necessari consentono di studiare il danno articolare e valutare, tra gli altri aspetti, l’allineamento dell’arto e le caratteristiche del ginocchio.
Verranno eseguite delle misurazioni sulle radiografie e messo in atto un programma di intervento (planning). Laddove opportuno, ci si può avvalere del robot durante la procedura.
Queste informazioni vengono integrate con l’esame clinico, la storia del paziente e gli eventuali precedenti interventi. L’obiettivo è arrivare alla chirurgia con una conoscenza precisa del problema da trattare, pianificando il tipo di intervento e le caratteristiche dell’impianto sulla base del singolo caso.
Revisione della protesi e ginocchio già operato
Una parte specifica della chirurgia del ginocchio riguarda i pazienti che possiedono già una protesi.
La comparsa di dolore, rigidità, instabilità o altri problemi dopo un precedente intervento richiede innanzitutto di comprenderne l’origine. Avere dolore in presenza di una protesi non significa automaticamente che questa debba essere sostituita.
La valutazione deve prendere in considerazione la storia dell’intervento precedente, gli esami disponibili, le caratteristiche dell’impianto, le condizioni dell’osso e gli altri elementi che possono essere coinvolti.
Quando viene individuata una problematica che richiede un nuovo intervento può essere presa in considerazione una revisione della protesi di ginocchio.
Una revisione può riguardare una o più componenti dell’impianto e presenta caratteristiche differenti rispetto a un primo intervento, soprattutto quando sono presenti perdita di tessuto osseo, alterazioni meccaniche o una storia di più operazioni precedenti.
Diagnosi e pianificazione diventano quindi ancora più importanti nei casi complessi.
Dopo l'intervento al ginocchio: movimento, riabilitazione e recupero
Il percorso chirurgico non termina con l’intervento. La fase postoperatoria comprende la progressiva ripresa del movimento, il recupero della forza e della funzionalità e i controlli specialistici programmati.
La riabilitazione svolge un ruolo importante perché il ginocchio deve recuperare progressivamente mobilità e capacità di sostenere le attività quotidiane.
Tempi e modalità non sono però identici per tutti. Il tipo di intervento, le condizioni dell’articolazione prima dell’operazione, l’età, la muscolatura, lo stato generale e la risposta individuale possono influenzare il percorso.
Per questa ragione è poco utile confrontare il proprio recupero con quello di un’altra persona operata allo stesso ginocchio.
I controlli successivi consentono invece di valutare clinicamente il recupero e, quando è presente una protesi, di monitorare nel tempo le condizioni dell’impianto.
L'esperienza del Dott. Rocco D'Apolito nella chirurgia protesica del ginocchio
Il Dott. Rocco D’Apolito è medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia.
Durante la formazione presso la Scuola di Specializzazione del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma ha sviluppato un interesse specifico per la chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio, accompagnando l’attività clinica con formazione e ricerca scientifica.
Durante l’ultimo anno della specializzazione ha approfondito la chirurgia ricostruttiva articolare presso l’Adult Reconstruction and Joint Replacement Service dell’Hospital for Special Surgery di New York, centro leader mondiale della ricostruzione e sostituzione protesica dell’anca e del ginocchio.
Nel corso della propria attività scientifica, ha partecipato a studi e pubblicazioni dedicati anche alla chirurgia del ginocchio, tra cui lavori sulla protesi totale, sulla protesi monocompartimentale e sulle problematiche relative alla revisione degli impianti.
Nel 2022 e nel 2023 è stato inoltre Lab Director del corso internazionale Complex Total Hip & Knee Arthroplasty, dedicato alla chirurgia protesica complessa dell’anca e del ginocchio.
Questa formazione contribuisce a un approccio nel quale la scelta chirurgica parte dalla corretta indicazione e dalla comprensione delle caratteristiche specifiche dell’articolazione e del paziente.
Chirurgia del ginocchio a Milano: dove visito
Per chi cerca uno specialista o un chirurgo del ginocchio a Milano, il primo passaggio è la visita ortopedica.
Durante la visita vengono valutati i sintomi, la mobilità, gli esami disponibili e gli eventuali trattamenti già effettuati. Quando il paziente è già stato operato, viene inoltre ricostruita la storia dei precedenti interventi.
L’obiettivo è definire la natura del problema e stabilire quale percorso sia appropriato, valutando quando possibile soluzioni conservative e considerando la chirurgia quando rappresenta un’opzione coerente con il quadro clinico.
IRCCS Ospedale Galeazzi Sant'Ambrogio
Via Cristina Belgioioso 173 — 20161 Milano
SYNLAB CAM Monza
Viale Elvezia ang. Via Martiri delle Foibe 1 — 20900 Monza (MB)
Domande frequenti sulla chirurgia del ginocchio
Non esiste un criterio unico valido per tutti. L’indicazione dipende dalla patologia, dall’intensità dei sintomi, dalla perdita di funzione, dagli esami e dalla risposta ai trattamenti eventualmente eseguiti. La decisione deve essere presa dopo una valutazione specialistica.
No. La gonartrosi può presentarsi con livelli di gravità differenti e in alcuni casi può essere gestita attraverso trattamenti conservativi. La chirurgia protesica viene valutata quando il quadro clinico-funzionale e radiologico la rende appropriata.
La protesi totale interessa l’articolazione in maniera più estesa, mentre quella monocompartimentale sostituisce una specifica porzione del ginocchio. Quest’ultima è indicata solamente in pazienti che presentano caratteristiche cliniche e anatomiche compatibili.
La scelta viene effettuata sulla base della diagnosi, dell’estensione del danno articolare, dell’anatomia, dell’allineamento, della stabilità e di altri fattori individuali. Non esiste quindi un impianto ideale per ogni paziente.
No. Prima di prendere in considerazione una revisione è necessario individuare la causa dei sintomi. La valutazione di un ginocchio già protesizzato può richiedere esami specifici e un’attenta ricostruzione della storia clinica.
I tempi dipendono dal tipo di intervento, dalle condizioni precedenti, dall’età, dalla muscolatura e dalla risposta individuale alla riabilitazione. Non esiste quindi una durata identica per tutti.
Il Dott. Rocco D’Apolito visita presso l’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio, in Via Cristina Belgioioso 173, e presso SYNLAB CAM Monza, in Viale Elvezia ang. Via Martiri delle Foibe 1 a Monza.
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Il primo passaggio è la visita ortopedica del ginocchio, a Milano o a Monza.
Dove Visito
• IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio
Via Cristina Belgioioso, 173 • 20161 | Milano
• SYNLAB CAM Monza
Viale Elvezia ang. Via Martiri delle Foibe, 1 • 20900 | Monza (MB)
Dott. Rocco D’Apolito
Dirigente Medico IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio
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